DIETOTERAPIA NELLA RITENZIONE IDRICA: TRATTIAMO LA CAUSA E NON IL SINTOMO

La ritenzione idrica è una condizione molto diffusa nella popolazione generale caratterizzata dalla tendenza a trattenere liquidi nei vari distretti corporei. La ritenzione idrica non è una condizione indipendente ma è da considerarsi segno di disfunzioni corporee di varia natura. Per questa ragione è sicuramente buona prassi ricercare e trattare il disturbo che l’ha generata, piuttosto che avvalersi di rimedi puramente cosmetici (creme, drenanti, trattamenti linfodrenanti, trattamenti termali ecc…ecc…), che come ben noto, non risolvono la causa del problema, ma alleviano semplicemente la sua presentazione e che quindi alla loro sospensione la possono vedere inalterata o addirittura esacerbata.

La ritenzione idrica può essere generata da condizioni morbose particolarmente gravi a carico di cuore, reni e apparato cardiocircolatorio ma in altri casi può essere dovuta a scarso movimento, cattiva alimentazione e obesità, stati infiammatorii anche di basso grado, fluttuazioni ormonali.

Infiammazione di basso grado

Tralasciando le condizioni morbose più gravi a carico di organi e apparati, la ritenzione idrica è sovente sintomo di uno stato infiammatorio anche di basso grado. Nella pratica della mia attività di biologo nutrizionista mi capita spesso di trattare pazienti in sovrappeso, che lo sono, semplicemente perché tendono a trattenere molti liquidi. Nella stragrande maggioranza dei casi semplicemente ripristinando un regime alimentare corretto, non necessariamente ipocalorico, si perdono i liquidi trattenuti e in eccesso e si ritorna al normale peso forma. La nostra alimentazione quotidiana è inconsapevolmente ricca di alimenti e sostanze pro infiammatorie che attivando il sistema immunitario hanno la conseguenza di ingenerare ritenzione idrica.

L’infiammazione sistemica di basso grado può anche essere dovuta ad una condizione di sovrappeso e obesità che in questo caso sono sia la causa che la conseguenza della ritenzione idrica.

Ormai, è ben noto, che l’accumulo di grasso addominale genera il rilascio di sostanze, chiamate adipochine, che hanno la capacità di richiamare e attivare in loco il sistema immunitario, generando e perpetuando stati infiammatorii. Il richiamo e il ristagno di acqua sono tipici delle reazioni infiammatorie, che altro non rappresentano che la maniera con cui il nostro organismo assicura tutti i substrati necessari per l’azione del sistema immunitario e per dilavare e allontanare, attraverso i fluidi, l’agente nocivo, che ha causato l’infiammazione. Negli stati infiammatorii, infatti, si osserva un aumento della permeabilità capillare che permette ai liquidi di defluire dal sangue agli spazi interstiziale, lo spazio tra una cellula e l’altra, nella sede dell’infiammazione.

Attività fisica e sistema linfatico

A peggiorare il ristagno idrico molto spesso si accompagna anche uno stile di vita sedentario. Infatti, i fluidi accumulatisi negli interstizi, vengono allontanati dal sistema linfatico, un circolo parallelo a quello sanguigno, che permette di drenare e dirottare i liquidi dai vari distretti corporei alla circolazione venosa. A differenza del sangue, la circolazione della linfa non viene sostenuta dall’attività involontaria della pompa cardiaca ma da quella di muscoli ad azione volontaria. Il movimento e l’attività fisica attivando la pompa muscolare permetteno la risalita e quindi il drenaggio dei liquidi dalle zone periferiche e inferiori del corpo alla circolazione generale consentendone lo smaltimento attraverso i reni.

Il ruolo del microbiota intestinale

Nella ritenzione idrica, non di rilevanza secondaria è il ruolo del microbiota intestinale. È sempre bene ricordare, che il microbiota intestinale è quella numerosissima popolazione di microrganismi abitante il nostro intestino che con esso coopera per il buon funzionamento del sistema immunitario e di quello digerente. I microorganismi commensali del nostro intestino sono infatti essenziali per ingaggiare una vera e propria competizione con i microorganismi patogeni, che non trovando nicchie e un ambiente favorevole non riescono ad insediarsi. Il microbiota intestinale, che potrebbe essere considerato come un vero e proprio organo distinto del nostro organismo, ha bisogno come qualsiasi altro organo di energia e nutrienti da cui trarre sostentamento, in questo caso costituiti dalla fibra alimentare. Può, purtroppo succedere, che diete molto povere di fibre, ricche di zuccheri, proteine, alcool e cibi industriali possano far soccombere parte della popolazione microbica instaurando una condizione nota come disbiosi. La disbiosi, si caratterizza proprio per il predominio di specie microbiche sfavorevoli su quelle favorevoli che ha la conseguenza di disgregare la barriera intestinale. La barriera intestinale è l’insieme delle cellule intestinali attaccate l’una all’altra in maniera così serrata da impedire il passaggio del materiale ingerito alla circolazione sistemica. Quando si creano degli spazi tra una cellula e l’altra si rompe l’impermeabilità intestinale e si ha, così, il passaggio in circolo di batteri e sostanze presenti nel lume intestinale, che attivano il sistema immunitario e creano stati infiammatorii generalizzati, che, come abbiamo visto in precedenza, causano la di ritenzione idrica.

Da questa breve e, sicuramente non esaustiva disamina, delle più probabili e comuni cause di ritenzione idrica, si può ben comprendere che drenando semplicemente i liquidi non spegneremo sicuramente l’infiammazione che l’ha generata, ma piuttosto agendo sulla causa e sulla sede dell’infiammazione potremo aspettarci dei risultati più decisi e duraturi nel tempo.

 

La dieta mediterranea

A venirci incontro, c’è sempre e solamente la buona e a noi tanto cara dieta mediterranea, di cui è stata dimostrata la sua indiscutibile azione antinfiammatoria e per il suo alto contenuto di fibre alimentari è adatta esercitare una selezione positiva sul nostro microbiota intestinale.

La componente lipidica della dieta mediterranea è infatti rappresentata da grassi monoinsaturi e polinsaturi, forniti rispettivamente da olio di oliva e pesce fresco, importanti elementi nutritivi capaci di spingere lo stato infiammatorio verso la sua naturale risoluzione. Non meno importante è il suo basso contenuto di carne, latte e derivati e zuccheri raffinati in grado di promuovere e sostenere ogni stato infiammatorio.

Molte volte mi è capitato di imbattermi in questo e quel rimedio per la ritenzione idrica a base di estratti di ananas, bardana, finocchio etc etc limitatamente efficaci proprio per il loro esiguo contenuto di estratti naturali e al contrario ricchi di zuccheri e additivi che alimentano essi stessi le cause della ritenzione stessa.

Non esistono alimenti salvifici ma esistono stili di vita e alimentari in grado di promuovere e mantenere lo stato di salute. La pratica regolare e duratura di un regime alimentare antinfiammatorio e ipocalorico, in caso di sovrappeso e obesità, ricco di cibi freschi e non trasformati come frutta, verdura, legumi, pesce e olio di oliva, come quello tipico della dieta mediterranea, associato alla quotidiana pratica di attività fisica sposterà il sistema immunitario verso stati  più tollerogenici, portando alla naturale risoluzione degli stati infiammatori di basso grado e l’inevitabile ritenzione idrica che l’accompagna.

Dott.ssa Angela Dicorato
Biologo Nutrizionista

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