CANDIDA ALBICANS: infezione, prevenzione e alimentazione

La Candida albicans è un fungo saprofita e, più nello specifico, è un lievito appartenente alla famiglia dei Saccaromycetes. È quindi un organismo unicellulare anaerobio facoltativo, perciò nell’ambiente è presente ovunque, ed è in grado di riprodursi per mitosi, dando luogo a delle colonie. La sua parete cellulare ha una struttura pluristratificata, costituita da fibrille di chitina, glucani, mannani e proteine, che gli conferisce rigidità e svolge la funzione di scambi metabolici.

Candida albicans e organismo umano

La Candida albicans è presente nell’uomo allo stato saprofitario, sebbene, in condizioni specifiche di opportunismo, possa diventare patogena. In particolare, colonizza la cute e diverse mucose, quali la bocca, la porzione terminale dell’intestino e le mucose genitali. Appartenendo alla famiglia dei Saccaromiceti, svolge un ruolo fondamentale nella digestione degli zuccheri mediante un processo di fermentazione a livello intestinale. Inoltre, è direttamente controllata dal sistema immunitario e dai lattobacilli, che ne impediscono la proliferazione.

Candidosi

In condizioni normali, quindi, la Candida albicans non provoca infezioni, ma nel momento in cui prolifera, diventa patogena e genera Candidosi. È infatti la specie più importante del gruppo di patogeni fungini opportunistici. Le cause possono essere individuate in un sistema immunitario debole o compromesso (come in bambini, anziani e malati) o in specifiche situazioni che possono andare ad alterare il microambiente, come ad esempio terapie antibiotiche o cortisoniche prolungate, l’uso inadeguato di detergenti intimi, situazioni di stress o alterazioni metaboliche (come il T2DM). Si può presentare come infezione vaginale, del glande, del cavo orale, dell’apparato intestinale o, in forma generalizzata, muco-cutanea. Nei casi più gravi, che insorgono soprattutto in soggetti immunodepressi o in stato di malnutrizione, la Candida albicans è in grado di invadere anche stomaco ed esofago e di raggiungere il plasma, provocando candidemia. I sintomi, che possono durare diversi giorni o settimane, dipendono molto dalla zona infettata e si caratterizzano per la comparsa di striature evidenti, biancastre e pruriginose. A livello vulvo-vaginale e del glande, può determinare disuria e dolore durante i rapporti sessuali, mentre a livello del cavo orale, definita mughetto, può colpire la lingua, il palato duro e molle e l’arco tonsillare.
A livello esofageo, determina dolore e difficoltà nella deglutizione, mentre a livello gastro-intestinale può determinare disturbi tipici delle gastriti (come bruciore, senso di pienezza e contrazione dello stomaco) e delle entero-coliti (come meteorismo, spasmi dolorosi della parete intestinale e diarrea).
In caso di candidosi muco-cutaneo generalizzata con candidemia è presente anche febbre e prostrazione.

Cura e Prevenzione

La Candidosi può essere trattata con farmaci specifici ad azione anti-micotica (imidazolici, nistatina, ciclopiroxolamina, amfotericina B). Nei casi più gravi, può essere necessaria una cura intensiva per via iniettiva.
Al fine di prevenire un’infezione locale, è necessario privilegiare abitudini igieniche e prodotti che non modifichino il microambiente locale e che quindi non alterino l’equilibrio esistente che impedisce lo sviluppo della malattia.
Allo stesso modo è importante seguire uno stile di vita sano, limitando fumo e bevande alcoliche e riducendo le occasioni di stress psico-fisico che influenzano negativamente il sistema immunitario. È quindi consigliabile seguire anche un corretto regime alimentare.

Candida albicans e alimentazione

In un soggetto sano, l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale, sia nella prevenzione dell’infezione, sia come misura aggiuntiva alla terapia farmacologica in fase acuta.
Come anticipato, infatti, la Candida albicans contribuisce, attraverso un processo di fermentazione, a metabolizzare gli zuccheri. Seguire quindi una dieta povera di zuccheri e di cibi lievitati può portare a privarla del suo principale nutrimento e, di conseguenza, ad ostacolare la sua proliferazione. Per lo stesso principio, è bene limitare gli alcolici, in particolare la birra.
Allo stesso modo, inserire nella dieta alimenti che aiutano a mantenere l’equilibrio della microflora intestinale, quindi probiotici (ad esempio lo yogurt) e prebiotici, risulta essere un metodo efficace per il controllo della sua proliferazione.
In fase acuta, invece, sono banditi cibi quali formaggi stagionati o contenenti muffe, o alimenti che possono andare ad incrementare lo stato infiammatorio dell’organismo, come ad esempio cibi affumicati e insaccati. Sono sconsigliati anche spezie piccanti, the, caffè, cioccolato, frutta secca, funghi, aceto e salsa di soia.

Acido caprico e Acido caprilico

Gran parte della letteratura scientifica relativa all’acido caprico e all’acido caprilico è concentrata sul loro potenziale ruolo anti-candida. Questi, infatti, sembrerebbero essere in grado dissolvere la membrana cellulare della Candida albicans, impedendone la crescita. Sembra, inoltre, che l’associazione di questi con probiotici, aglio e curcuma, creino un ostacolo sinergico alla proliferazione di Candida albicans nel colon.
Fonti alimentari di acido caprico e caprilico sono rappresentate da oli vegetali, come l’olio di cocco, e da latte e latticini, in particolare burro caprino e vaccino. È possibile anche assumere l’acido caprilico come integratore specifico in capsule, in un dosaggio di 300-1200 mg /die.

Conclusioni

Alla luce di quanto riportato è importante seguire una serie di accortezze al fine di prevenire l’insorgenza della Candidosi, tra cui un corretto regime alimentare. Infatti, uno squilibrio nell’in-take di cibo può alterare l’omeostasi dell’organismo, portando non solo a gravi conseguenze metaboliche, derivanti da molteplici fattori, ma anche a patologie infiammatorie derivanti da microrganismi saprofiti.
Risulta perciò fondamentale seguire uno stile alimentare equilibrato, come suggerito dall’OMS, conforme al modello della Dieta Mediterranea, al fine di prevenire tutte quelle patologie e disturbi derivanti, direttamente ed indirettamente, da una scorretta alimentazione.
Si raccomanda quindi di assumere giornalmente il 50-60% di Carboidrati (di cui zuccheri semplici non più del 10-12%), il 30% di Lipidi e il 10-15% di Proteine delle calorie totali.

Dr.ssa Giulia Frank

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Giulia Frank

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