DIVERTICOLI, DIVERTICOLOSI E DIVERTICOLITE

Spesso questi tre termini vengono confusi, quindi facciamo un po’ di chiarezza!!
Un diverticolo è un’estroflessione a fondo cieco della mucosa e sottomucosa del colon che sporge attraverso lo strato muscolare.
Esistono due tipi di diverticoli: i veri diverticoli e i pseudodiverticoli o falsi diverticoli.
I veri diverticoli del tratto gastrointestinale contengono tutti gli strati del muro gastrointestinale. I diverticoli esofagei e i diverticoli di Meckel sono diverticoli veri.
I pseudodiverticoli o falsi diverticoli sono proiezioni di mucose attraverso lo strato muscolare. I diverticoli del colon sono pseudodiverticoli.
 I diverticoli possono insorgere ovunque nel grande intestino, di solito si formano nella porzione sigmoide del colon. Si verificano raramente al di sotto del riflesso peritoneale e coinvolgono il retto. I diverticoli hanno un diametro variabile, ma in genere hanno dimensioni da 3 a 10 mm. I diverticoli giganti, che sono estremamente rari, sono definiti come diverticoli con un diametro ˃ 4 cm. Le  persone affette da diverticolosi del colon solitamente hanno diversi diverticoli.
La diverticolosi è la presenza di uno o più diverticoli nel colon. La maggior parte dei diverticoli è asintomatica, ma alcuni si infiammano o sanguinano. La diagnosi si basa su colonscopia, video capsula endoscopica, clisma opaco, TC o RM. Quando si sviluppano i sintomi la terapia varia in base alle manifestazioni cliniche. La diverticolosi diventa più comune con l’aumentare dell’età; è presente in tre quarti di persone ˃ 80 anni.
La diverticolite del colon è l’infiammazione e/o l’infezione di un diverticolo, che può causare un flemmone della parete intestinale, peritonite, perforazione o la formazione di una fistola o di un ascesso. Il sintomo principale è il dolore addominale. La diagnosi viene posta mediante TC. Il trattamento consiste in riposo intestinale, talvolta antibiotici e occasionalmente intervento chirurgico.
I diverticoli sono solitamente asintomatici, ma talvolta si infiammano. Uno studio del 2013 ha riportato che il 4,3% dei pazienti con diverticolosi documentata ha sviluppato diverticolite in un periodo di follow-up di 11 anni.
La diverticolite del colon è una malattia del benessere, particolarmente diffusa nei paesi industrializzati.
All’origine della malattia diverticolare, oltre ad una certa predisposizione genetica, c’è quasi sempre una dieta squilibrata, troppo ricca di grassi e zuccheri e troppo povera di fibre. In senso stretto la diverticolosi del colon non è una vera e propria malattia ma un’anomalia congenita o acquisita. Solo quando i diverticoli si infiammano, evolvendosi in diverticolite, la malattia da segno di sé. Uno stato prediverticolare è considerata la sindrome del colon irritabile! Risulta chiaro l’importanza di una dieta adatta a tale stato patologico.
Quasi il 40 % della popolazione tra i 40 ed i 55 anni è portatrice di diverticoli. Nella fascia compresa tra 70 e gli 80 anni l’incidenza della diverticolosi raggiunge quasi il 70-80% della popolazione.

Fattori di rischio
I diverticoli potrebbero essere la conseguenza di una debolezza intrinseca delle pareti muscolari dell’intestino crasso, ragion per cui l’indebolimento progressivo delle stesse con la vecchiaia spiegherebbe la maggior incidenza nell’anziano.
Oltre all’età, l’altro fattore statisticamente rilevante è una dieta povera di fibre e acqua tipica dei paesi occidentali, dove l’incidenza della diverticolite è maggiore rispetto all’oriente. Ciò avviene perché la scarsa presenza di fibre e acqua è associata ad un aumento della pressione intraluminale che, esercitando una spinta dall’interno verso l’esterno, forza le estroflessioni ad invaginarsi nei punti di maggior debolezza.

Sintomatologia
Quando presenti, i sintomi della malattia diverticolare non complicata o blandamente attivata sono abbastanza generici e talvolta sovrapponibili a quelli del colon irritabile (IBS).
I più frequenti sono: dolore spontaneo o provocato, soprattutto nella fossa iliaca di sinistra, meteorismo ed alvo alterno con prevalenza di stipsi.
Il rischio che i diverticoli si infiammino evolvendosi in diverticolite è relativamente basso, circa il 20 % delle persone portatrici di diverticoli manifesta sintomi e solo il 10-15% sviluppa la malattia diverticolare. La diverticolite del colon è comunque una patologia ad altissimo impatto sociale.
I sintomi sono piuttosto variegati e spesso confusi con la sindrome del colon irritabile (IBS):

  • Sensazione di fastidio e dolore addominale
  • Meteorismo, flatulenza
  • Crampi addominali
  • Dolori addominali generalmente localizzati nel fianco sinistro
  • Alterazioni dell’alvo con alternanza di stitichezza-diarrea
  • Febbre e dolori addominali
  • Complicanza emorragica (sanguinamento intestinale) nel 3-5% dei pazienti

La diverticolite complicata non può essere trattata con l’alimentazione e la terapia prevede la somministrazione di farmaci antibiotici per via parenterale, il riposo intestinale completo (digiuno) e talvolta la chirurgia.

Solo il 20 % dei portatori di diverticoli manifesta i sintomi.
Di questi, il 2% necessita di uno o più ricoveri.
Di questi, lo 0,5% richiede un intervento chirurgico
La mortalità per cause legate ai diverticoli è di 1/10.000.
La complicanza più grave della diverticolite è la peritonite (infiammazione del peritoneo, una sorta di sacca che riveste la cavità addominale). I diverticoli infiammati possono infatti rompersi rilasciando le scorie intestinali all’interno dell’addome.

Terapia dietetica
La cosiddetta “dieta per la diverticolite” non è un sistema per curare la malattia diverticolare, ma un metodo finalizzato a prevenire l’evoluzione infiammatoria. Anche se attraverso una dieta corretta non si possono eliminare i diverticoli, abbiamo comunque la possibilità di prevenire l’infiammazione e la riduzione della possibilità di formazione di altri diverticoli.
La dieta per prevenire la diverticolite non si basa sull’intake calorico o sulla ripartizione nutrizionale, bensì sulla composizione in fibre, probiotici e prebiotici.
Le regole fondamentali sono:

  • Apporto di fibre che corrispondono almeno alla quota suggerita per un soggetto sano (30 g/die)
  • Apporto di acqua che corrisponde almeno alla quota suggerita per un soggetto sano (1 ml per kcal assunta), del quale in buona parte durante il pasto.
  • Aumentare la percentuale di fibre solubili a discapito di quelle insolubili, come ad esempio l’inulina che esercita anche una funzione prebiotica molto importante.
  • Evitare cibi contenenti porzioni non digeribili quali la buccia ed i semi interni (pomodoro, melanzane, fichi, cetrioli, kiwi, anguria, uva, melograno…)
  • Evitare i cibi di difficile masticazione come, ad esempio, i semi oleosi (noci, nocciole, mandorle, pistacchi, pinoli, arachidi, sesamo, …)

La presenza di fibre solubili ed acqua serve principalmente a ridurre la pressione intraluminale e facilitare il transito delle feci. Questo evita anche l’insorgenza/peggioramento die diverticoli, sia il ristagno di materiale fecale.
Tutto ciò appena descritto rientra nella letteratura medica del trattamento dei diverticoli, diverticolosi e diverticolite, con ampio e frequente riguardo al trattamento di tale patologia concernente l’apporto di fibre nella dieta.
Nel seguente articolo si dimostra, attraverso uno studio condotto con Clinical studies and control group, che esiste una prova dell’efficacia nell’utilizzo di fibre nella dieta in tale patologia con una incidenza di 2 su 3, ovvero pazienti con diverticolosi hanno avuto una ridotta possibilità di evoluzione nella malattia diverticolare. È sicuramente riconosciuto il ruolo benefico delle fibre solubili in un soggetto sano e altresì nella diverticolite.
Una dieta ricca in fibre e con un adeguato apporto di acqua viene raccomandata nelle linee guida per il trattamento della Diverticolite.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21922199#
Degno di nota risulta essere un altro studio condotto in Grecia su 264 pazienti attraverso un cross section study in cui si mettono a confronto pazienti vegetariani e un gruppo di non vegetariani. Questo studio ha rilevato che l’incidenza di malattia diverticolare è stata rispettivamente del 12% contro il 33%. Confermando la presenza nella dieta dei vegetariani di fibre solubili e insolubili.

Dr.ssa Roberta Sabellico

Roberta Sabellico

BIBLIOGRAFIA

“Your nutrition soluzion to a Healthy Gut:…”, Kymberly A. Tessmer, Career Press, 2015
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21922199#
mailto:david.humes@nottingham.ac.uk

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