L’ALIMENTAZIONE CHE SALVA I PIU’ PICCOLI

Il mestiere di genitore è il più difficile. Per i figli si diventa medico, cuoco, amico, tutto ciò di cui hanno bisogno; non si può insegnare. Tuttavia esistono alcune verità che non si possono ignorare e diversi validi consigli da seguire.
Durante lo svezzamento sembra che l’unico problema sia l’approccio con gli alimenti nuovi, completamente diversi dal latte materno, che inizialmente possono non essere graditi al bambino.
Trascorsi i primi mesi, durante i quali vengono assaggiati i primi cibi, per la maggior parte ridotti in poltiglia (pappe, frutta, carne, pesce), si arriva alla vera e propria alimentazione solida, ovviamente nelle giuste proporzioni e dimensioni. Ad aiutare le neomamme intervengono le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Queste ribadiscono l’importanza dell’allattamento al seno, che fornisce anticorpi e permette di instaurare un rapporto unico e insostituibile.
Per il primo anno di vita è sconsigliato il consumo di zucchero e di sale (elementi da evitare anche per noi adulti), per non abituare i propri figli a sapori industriali e finti. Altro fattore importante è l’introduzione di latte vaccino, bandito per i piccolissimi, che si può sostituire con il latte di crescita se non se ne può fare a meno. Dopo il primo anno, il bambino, dentini permettendo, avrà ampliato la sua dieta con alimenti più “da grandi”, mangerà quindi in modo molto simile all’adulto.
Il Ministero della Salute, ci ricorda che in Europa ogni anno a causa del soffocamento da cibo, muoiono 500 bambini (in Italia si registrano 80.000 casi di ricovero per questo motivo) con una fascia di età compresa tra gli 0 e i 4 anni per vari fattori: le vie aeree sono ancora di diametro ridotto, la formazione dei denti è incompleta, non possiedono una coordinazione sviluppata tra respirazione e masticazione e spesso svolgono altre attività durante i pasti: corrono, piangono, giocano perciò sono distratti.
Il registro Susy Safe, che raccoglie casi di incidenti da corpo estraneo in bambini con un’età compresa tra 0 e 14 anni, mostra che gli alimenti maggiormente imputati sono gli ossicini di pollo e le lische di pesce (32%), seguiti dalle noccioline (22%) e dai semi (16%). Inoltre uno studio condotto in 26 ospedali canadesi ha riportato che i wurstel (cilindrici e scivolosi) si associano molto spesso ad episodi fatali.
Le linee di indirizzo classificano alcuni alimenti come pericolosi per consistenza, dimensione e forma:
alimenti piccoli come le noccioline o grandi come i pezzi di frutta potrebbero ostruire le vie respiratorie; alimenti tondi come l’uva o cilindrici come le carote potrebbero, se aspirati, finire nell’ipofaringe bloccando il passaggio dell’aria; gli alimenti duri e fibrosi (sedano) sono difficili da masticare per la mancanza di denti; i cibi comprimibili (wurstel) potrebbero scivolare nelle vie aeree prima che il bimbo li mastichi; gli alimenti appiccicosi come il burro d’arachide, una volta aspirati, risultano difficili da rimuovere in caso di soffocamento.
Quindi dovremmo forse escludere dalla dieta del bambino le salutari verdure, alcuni tipi di frutta e andare avanti ad omogeneizzati?
Le linee guida ci rassicurano affermando che gli alimenti “pericolosi” possono essere inclusi nei pasti degli infanti se preparati in modo da minimizzare il rischio di soffocamento. Alcuni esempi: tagliare a pezzetti frutta e verdura, rimuovendo anche i semi più piccoli come quelli di uva e anguria, scegliere formati di pasta di dimensione ridotta ed evitare di abbinarli a formaggi filanti che creino l’effetto colla. Una delle indicazioni più importanti è il divieto assoluto, almeno fino ai 4 anni, di popcorn, confetti, caramelle gommose, frutta a guscio e semi.
Oltre a queste raccomandazioni, le regole da seguire per evitare rischi sono quelle di far mangiare il bimbo seduto a tavola con la schiena dritta, controllandolo ed evitando distrazioni, incitarlo a fare piccoli bocconi e non preparare alimenti difficili da masticare.
L’OMS ci fornisce dei piccoli accorgimenti da adottare che fanno la differenza, permettendoci di salvare la vita ai nostri figli. Tuttavia un altro valido aiuto da mettere in pratica nel caso di un di soffocamento da corpo estraneo, viene fornito dai corsi riguardanti le manovre di disostruzione e la gestione di alimenti pericolosi per bambini da 0 a 4 anni tenuti gratuitamente in varie città d’Italia. È veramente importante la partecipazione ad essi e la diffusione dell’informazione da parte degli enti pubblici poiché è emerso che la maggior parte dei casi da soffocamento avviene in presenza di adulti e questo evento è una delle principali cause di morte tra i più piccoli.

Fonte: Linee di indirizzo per la prevenzione del soffocamento da cibo in età pediatrica – Ministero della Salute.

Dr.ssa Serena Grandi

Serena Grandi

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