Il Nuovo Menù Scolastico Discriminatorio: Molto Rumore per Nulla

È di qualche giorno fa la notizia che da inizio ottobre nelle mense scolastiche di Peschiera Borromeo, dalla materna alle medie inferiori, c’è un nuovo menù. Menù che ha suscitato mille polemiche, ovviamente politiche (che qui altrettanto ovviamente tralasceremo), per l’eliminazione del maiale e del prosciutto per far posto al cous cous: follia, dicono addirittura. Le motivazioni della polemica sono ovviamente razziali, e accusano chi ha studiato e chi ha di conseguenza approvato il menù, di favorire troppo gli stranieri introducendo i loro piatti tipici a discapito di quelli italiani. Ammetto che quando ho letto il menù, che per vostra completa informazione è allegato a questo articolo in modo che possiate vederlo, mi è venuto un brivido. Un brivido, sì, a pensare a quanta ignoranza in campo alimentare ancora c’è tra noi (che peraltro nascondiamo dietro motivazioni apparentemente politiche che sono assolutamente inesistenti). E un altro brivido a pensare per quanti anni mi sono lamentata io vedendo il menù della mensa scolastica che frequentava mio figlio, dove non esisteva nemmeno il parmigiano sulla pasta, le uniche due verdure presenti erano finocchi e spinaci (notoriamente mooolto amati dai bambini) e dei legumi nemmeno l’ombra. Magari avessero avuto un menù così! Ho letto commenti assurdi su questa programmazione mensile, una mamma ha addirittura scritto “A mia figlia l’hamburger lo dai di manzo, non di ceci, non esiste!”.

Ecco, allora, facciamo chiarezza e analizziamo questo menù così “scandaloso”.

Innanzitutto questo famoso cous cous è presente 1 volta sola su 20 giorni scolastici del mese, quindi non mi sembra che sia stato creato un menù etnico, semplicemente è stata aggiunta questa fonte alternativa di carboidrati. Inoltre, chi ha mangiato almeno una volta in vita sua il cous cous oppure ha anche solo perso un minuto del suo tempo a leggere l’etichetta sulla confezione, sa bene che è semola di grano duro assolutamente identica alla “nostra” pasta tradizionale, semplicemente in un formato diverso. D’altronde chi a casa sua mangia solo spaghetti? Non esistono forse anche penne, maccheroni, stelline, tempestine (quasi grandi come il cous cous, pensate), fusilli e quant’altro? Sinceramente mi sarei aspettata una reazione del genere sulla presenza della pasta integrale, che è poco usata purtroppo, esattamente come il cous cous! E invece è presente, perché chi studia questi menù sa bene l’importanza delle fibre, non solo per le mamme che vogliono dimagrire, ma anche per l’intestino dei nostri figli. Sono finalmente presenti anche altri cereali: oltre al classico riso troviamo infatti il farro e l’orzo, ottimi per quantità di fibre, minerali e vitamine. E sono presenti anche tantissime verdure, anche quelle solitamente più ostiche per i bambini, ma presentate in maniera più giocosa come ad esempio in pinzimonio, oppure in insalate alternative con il cetriolo ed addirittura le olive (ricche di vitamina E e acidi grassi polinsaturi utilissimi per la salute). Andando oltre, vediamo che i legumi sono presenti una-due volte a settimana e soprattutto vediamo che in un’occasione (quando non sono inseriti ad esempio nel passato di verdura) sono considerati un secondo piatto e non un contorno come troppo spesso capita a casa! Sono infatti alimenti molto ricchi di proteine, che quindi possono a tutti gli effetti sostituire la carne, e la loro presenza sotto forma di hamburger non vuole essere discriminatoria, bensì rendere più semplice al bambino l’assunzione di un alimento al cui sapore magari è poco abituato.

E allora la carne? Effettivamente, se guardiamo bene il menù, il vitello compare una volta sola mentre il pollo è presente più volte, così come le uova ed il pesce, che troviamo almeno una volta alla settimana. Quindi, non sarà allora per un altro motivo che non compare la carne di maiale? Già, perché i nostri politici e tutti i genitori che hanno sollevato questa inutile polemica, forse (anzi, sicuramente) non sanno che l’OMS e l’Istituto Superiore di Sanità consigliano di non consumare più di 350 g a settimana di carne rossa (ecco qui il maiale, ma anche il vitello, il manzo o il cavallo). E soprattutto di non eccedere i 50 g a settimana di salumi e carni lavorate, comprese nei 350 g di cui sopra, perché è stato appurato che aumentano il rischio di cancro al colon. Quindi secondo voi non è possibile che i dietisti che hanno studiato il menù abbiano pensato che sicuramente tutti i bambini a casa mangeranno almeno una volta alla settimana il prosciutto o la carne rossa e che quindi fosse meglio eliminarli dal menù scolastico? Oltre al fatto che, effettivamente, essendoci ormai tantissimi compagni di scuola musulmani, perché non facilitare le cose eliminando il prosciutto (che appunto in eccesso non fa bene a nessuno) invece di preparare menù diversi con costi sicuramente superiori?

Vediamo poi che la frutta è presentata correttamente tutti i giorni ed addirittura troviamo una grande varietà anche nella merenda e nel tempo prolungato, dove vengono presentati sani spuntini a base di pane e marmellata o pane e cioccolato fondente. Pensate, troviamo i crackers senza sale! E vi assicuro che è un ottimo insegnamento per i bambini iniziare a mangiare questi snack con poco sale, perché purtroppo ne troviamo sempre troppo e dappertutto. L’unica cosa che si potrebbe tranquillamente evitare è il succo di frutta che, per quanto sia 100% frutta, sappiamo contenere un sacco di zuccheri. Se riuscissimo però ad insegnare SOPRATTUTTO ai genitori i canoni di una corretta alimentazione e quindi i bambini mangiassero bene anche a casa, ci starebbe anche il succo, vista anche la sua presenza limitata ad una volta a settimana. Adesso quindi, dopo aver analizzato per bene tutto il menù, possiamo spiegare anche ai più “faziosi” che la politica e la discriminazione razziale o religiosa nulla hanno a che vedere con questo menù, E sinceramente non posso far altro che fare i miei complimenti alle dietiste e nutrizioniste dell’azienda Pellegrini, tra le quali Stefania Gerosa e Cinzia Grassi con cui ho collaborato in passato, per lo studio di un menù così ben bilanciato e vario. E a tutti voi l’augurio che i vostri figli abbiano la possibilità di frequentare una mensa scolastica così, dove non si fa discriminazione ma si pensa alla salute.

Dr.ssa Fabiana Carella

Fabiana Carella

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *