Cachi, frutto autunnale goloso e ricchissimo di proprietà benefiche

Oggi voglio parlarvi di un frutto tipico di questo periodo, che in molti mi chiedono se può essere inserito o meno all’interno delle diete.
Parliamo del CACHI (o kaki), erroneamente da tutti chiamato caco, al singolare, frutto che inizia a comparire sulle nostre tavole proprio in questa stagione.
Io stessa ne ho tre alberi nell’orto e, come molti in Emilia Romagna dove è molto coltivato, sarei stata estremamente dispiaciuta di non potermelo gustare se mi avessero detto che non era adatto alla dieta!
Partiamo quindi dal principio e vediamo le situazioni più adatte al consumo di questo frutto autunnale.
Il cachi, dal greco “Grano di Zeus” o anche “Pianta degli Dei”, è una pianta originaria dell’Asia orientale, in cui è detto “l’albero dalle 7 virtù” ed il frutto è chiamato appunto “Mela d’Oriente”.
È un frutto che ha effettivamente molte proprietà, legate ai suoi valori nutritivi.
A parte le eccezioni di alcune varietà come i cosiddetti cachi mela (che nulla hanno a che vedere con le mele, non sono incroci!), i cachi vengono consumati a maturazione completa, ovvero quando la polpa è morbida e cedevole e il frutto può essere “scavato” con un cucchiaino; se sono immaturi, infatti, sono molto ricchi di tannini solubili che, quando vengono a contatto con le proteine della saliva, si legano ai recettori della mucosa orale lasciandoci con quella fastidiosissima sensazione di bocca “allappata”.
Il cachi presenta un contenuto di acqua molto alto (80%), così come è molto ricco di zuccheri (13%).
La quantità di fibra, principalmente insolubile, è buona (3,6%), mentre proteine e lipidi sono presenti solo in piccolissime quantità, molto vicine allo zero.
È un frutto molto ricco di minerali, soprattutto potassio, calcio, magnesio e fosforo, così come di vitamine, come la A (presente in altissima concentrazione), la C, la E ed alcune del gruppo B come niacina, tiamina e riboflavina. Anche il contenuto in antiossidanti è notevole, in particolare per quanto riguarda betacarotene, licopene e zeaxantina.
Di contro, le calorie del cachi sono abbondanti, in quanto 100 grammi di frutto ne apportano circa 70.
Dato proprio il ricco contenuto zuccherino, il cachi è un frutto molto energetico in quanto il suo peso medio raggiunge facilmente i di 200-250 grammi e quindi apporta circa 200kcal, pertanto è molto utile nel contrastare la stanchezza, sia fisica che mentale, tipica della stagione autunnale.
Sempre per questo suo apporto energetico, il cachi è consigliato agli sportivi, sia prima dell’allenamento, fornendo energia immediatamente disponibile, sia dopo l’allenamento, per ricarburare l’organismo e ripristinare il corretto livello di minerali persi con la sudorazione.
Al contrario, per lo stesso motivo è sconsigliato un consumo eccessivo in caso di diete ipocaloriche, quindi nella dieta di tutti coloro che vogliono perdere peso.
La quantità di zuccheri determina inoltre un elevato indice glicemico, che non esclude ma limita il cachi anche nella dieta del paziente diabetico, nonostante il buon contenuto di fibre.
Ovviamente la quantità di zuccheri presenti non va sottovalutata, anche da coloro che non devono dimagrire o che non hanno problemi di iperglicemia: è buona norma non eccedere mai con la quantità (come per tutti i frutti più zuccherini), limitandosi al consumo di un frutto medio a giorni alterni durante la stagione di maturazione, magari evitando di consumarlo a pranzo o a cena, per evitare di alzare troppo il carico glicemico del pasto, e preferendolo per uno spuntino energetico o, meglio ancora, per iniziare la giornata con la giusta carica.
Abbiamo detto che le sue proprietà sono tante, quindi vediamone alcune!
La fibra insolubile che contiene è molto utile nel contrastare gli alti livelli di colesterolo, in quanto è in grado di ridurne significativamente l’assorbimento a livello intestinale.
Per questo motivo viene spesso consigliato il consumo di un cachi anche dopo un pasto soprattutto nelle persone che presentano livelli molto alti di colesterolo ematico, al fine appunto di limitare l’assorbimento dei grassi.
In più aiuta a neutralizzare l’acidità dei succhi gastrici dello stomaco avendo, diversamente dagli agrumi e da altri frutti, un pH lievemente alcalino, per cui è indicato anche per chi soffre di gastrite e reflusso gastroesofageo.
Grazie poi alla presenza di potassio che, contrapponendosi al sodio, facilita l’eliminazione dell’acqua a livello renale, favorisce la diuresi.
Ma non solo: sia per il ricco contenuto di fibra insolubile, che aumenta il volume fecale a livello intestinale, sia per la quantità di acqua, che aumenta il transito intestinale favorendo l’evacuazione, i cachi sono lassativi naturali, quindi sono indicati in caso di stitichezza.
Per questo effetto andrebbero invece evitati in caso di colite o diarrea, date appunto queste proprietà lassative che potrebbero peggiorare anche in modo significativo la sintomatologia.
Abbiamo detto poi che il cachi è ricco di vitamine ed antiossidanti: la vitamina A protegge la vista e mantiene in salute la pelle, mentre la vitamina C, potente antiossidante, rafforza le difese immunitarie. Consumare i cachi in questa stagione è molto utile quindi per potenziare l’organismo contro l’attacco di virus e batteri, che inizia appunto tipicamente in questo periodo.
Naturalmente sappiamo che gli antiossidanti che contiene (compresa la vitamina C) proteggono dall’azione dei radicali liberi, contrastando l’invecchiamento cellulare; in particolare, il betacarotene risulta particolarmente utile contro l’acne, ma anche contro l’infiammazione della prostata nell’uomo o i dolori mestruali nella donna.
Troviamo poi anche le catechine, sostanze dall’effetto antinfiammatorio, antinfettivo e antiemorragico.
Ma come si conservano i cachi una volta raccolti dall’albero o appena comperati?
Innanzitutto per godere al meglio delle loro proprietà nutritive vanno sempre consumati maturi: morbidi al tatto e con una colorazione arancione molto accesa; se sono duri o hanno ancora sfumature gialle o verdi, allora sono acerbi.
Tale aspetto dei cachi, naturalmente, va tenuto in considerazione non solo al momento dell’acquisto, ma anche in quello di raccolta.
Se si ha un albero di cachi in giardino, infatti, è bene osservare l’aspetto dei cachi prima di coglierli.
Nel dubbio, comunque, si possono anche raccogliere acerbi per farli poi maturare lentamente, possibilmente al freddo e in modo che non si schiaccino troppo uno con l’altro.
Se invece non avete modo di conservarli al fresco/freddo e volete velocizzarne la maturazione, potete metterli insieme a qualche pera o mela, meglio se cotogna: questo tipo di frutta infatti, soprattutto se conservata a temperatura ambiente e a contatto con l’ossigeno, rilascia etilene, un gas che aiuta appunto la maturazione della frutta ancora acerba.
Infine, può essere utile ricordare che così come è possibile essiccare i funghi, si può applicare lo stesso procedimento al cachi, però in questo caso si deve usare il frutto acerbo, sbucciato, denocciolato a tagliato a spicchi.
Se lo essiccate e lo utilizzate sotto questa forma, però, ricordate che avendo eliminato l’acqua ne avete concentrato ancora di più i principi nutritivi, zuccheri compresi!
Abbiate cura quindi di non esagerare con il consumo.
Un frutto autunnale goloso e ricchissimo di proprietà benefiche: con moderazione, ma godiamoci tutto il piacere della frutta di stagione!

Dr.ssa Fabiana Carella

Fabiana Carella

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